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BlogL’Aglianico: il vino espressione di un territorio

L’Aglianico: il vino espressione di un territorio

L’aglianico è uno dei vitigni più famosi d’Italia e la sua plasticità permette la coltivazione in molte zone con risultati molto eterogenei; scopriamoli insieme

 

Cenni di storia di un antico vitigno.

L’origine dell’Aglianico sembra avere tre ipotesi principali:

  • possibile parentela con un vino antichissimo prodotto in alcune zone della Campania, il Falerno.
  • i Greci lo portarono in Italia quando fondarono Cuma.
  • gli Aragonesi lo importarono in Italia dalla Spagna.

 

Qualunque essa sia la vera origine di questo vitigno, sicuramente questo è uno dei più famosi del sud Italia.

 

Le caratteristiche dell’uva

 

I grappoli sono di medie dimensioni e con una pruina dal colore viola/blu scuro/nero a seconda del clone.

Quest’uva può essere coltivata sia a cordone speronato che a guyot dando dei risultati diversi in termini di caratteristiche del grappolo; in particolare, nel primo caso si presenta con un grappolo molto stretto e acini compatti mentre nel secondo il grappolo è più spargolo.

La sua maturazione  è tardiva rispetto alla media; in Irpinia va da inizio ottobre fino ai primi dieci giorni di novembre.

 

 

Un vino dalle grandi prospettive

Le sue caratteristiche di robustezza e struttura che permettono un lungo affinamento sia in botti che in acciaio. In particolare, il vino aglianico possiede una grande quantità di tannini che lo rendono meno amabile nei primi anni dalla sua vinificazione ma che gli permettono un invecchiamento prolungato.

 

Le caratteristiche organolettiche del vino Aglianico:

Al naso: fruttato, floreale, speziato

con sentori di: frutti di bosco, viole ,cannella, pepe nero,

Al gusto: buon corpo, tannini vigorosi, buona acidità

 

I nostri vini da uve aglianico….

 

Noi produciamo due vini da uve aglianico:

Irpinia Campi Taurasini DOC “Lo Smeriglio”: le uve sono coltivate nell’areale del Taurasi ed in particolare nel comune di Paternopoli, ad un’altezza di 450 metri slm.

Le uve raccolte nella prima decade di novembre, vengono vendemmiate in piccole cassette per evitare una rottura precoce degli acini, e portate in cantina dove avviene il processo di fermentazione che dura circa 12 giorni. In seguito il vino viene mantenuto in serbatoi di acciaio per favorire la sua stabilità.

Agli inizi della primavera, il vino viene messo a riposare in piccole botti di rovere, dove sosta per dieci mesi prima di essere messo in bottiglia.

 

Taurasi DOCG “La Quercia”: le uve, per la produzione di questo vino, sono coltivate nel comune di Paternopoli in un impianto di circa 25 anni a cordone speronato.

Per la produzione di questo vino, l’attenzione è meticolosa nella selezione dei grappoli, evitando di raccogliere quelli che abbiano qualche difetto.

La vendemmia, come per il vino precedente, avviene nei primi dieci giorni di Novembre, quando l’uva ha raggiunto la sua maturazione tecnologica ideale.

La raccolta dell’uva è svolta utilizzando piccole cassette, seguita dalla vinificazione; mentre la fermentazione avviene per circa 12 giorni. Successivamente il vino sosta in acciaio per tutto il periodo invernale. In primavera, il vino viene messo in botti di rovere di diversa dimensione, legno e tostatura per circa 18 mesi e poi affina in bottiglia fino a 5 anni dalla sua vendemmia, prima della messa in commercio.

 

 

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