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BlogLa coltivazione della vite: l’uva nel nome della rosa

La coltivazione della vite: l’uva nel nome della rosa

Camminando in giro nei vigneti vediamo spesso le rose messe a dimora all’inizio dei filari ma ciò non ha solo un significato visivo ma anche funzionale.

 

Le rose

Le rose sono delle piante ornamentali tra le più famose al mondo; appartengono al genere Rosa e alla famiglia delle Rosacee. Nel genere Rosa ritroviamo centinaia di tipi differenti sia per le modalità di crescita (rampicanti, nene, a cespuglio) ma anche per finalità di coltivazione (legnose, da fiore, da olii).

Il fusto è ricoperto di spine, le foglie sono alterne e i colori possono essere svariati tra cui il più famoso è sicuramente il rosso.

La loro coltivazione è abbastanza semplice e molti agricoltori utilizzano delle talle di 1 o 2 anni. E’ consigliabile far crescere le talee prima in vaso per uno o due anni in modo da far sviluppare meglio la radice e poi spostarle in un campo aperto con il terreno appositamente preparato.

 

La vite e le rose

Quando siamo in giro per vigneti ci ritroviamo spesso di fronte a piante di rose sistemate all’inizio di filari di vite. La loro presenza, oltre ad essere un bel colpo d’occhio, ha un significato funzionale per il viticoltore.

Entrambe queste due piante sono soggette all’attacco della peronospora; questo fungo provoca una grave malattia crittogramica, specialmente per la vite che colpisce tutte le parti verdi e porta ingenti danni se non gestita correttamente.

La rosa è una pianta sentinella perchè in caso di attacco da microrganismo è attaccata precocemente rispetto alla vite dando così la possibilità al viticoltore di poter agire tempestivamente.

In conclusione la pianta di rosa è un guardiano che controlla il nostro vigneto e ci avvisa, purchè in grado di ascoltarla, contro le malattie crittogamiche.

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