Masseria Alfano

BlogFiano di Avellino : un vino da invecchiamento

Fiano di Avellino : un vino da invecchiamento

L’Irpinia è terra di vino; le sue montagne fanno da sfondo a territori incantevoli immersi nella natura dove nascono grandi vini dalle pontenzialità infinite. Tra questi il Fiano di Avellino è uno dei suoi maggiori rappresentanti.

Cenni storici sul Fiano

Come per gli altri uvaggi della nostra terra, anche le origini del Fiano non sono poi così delineate.

Alcune teorie descrivono come quest’uva fosse stata importata dagli Apiani, una popolazione di origine ligure, una volta sconfitti dai romani e deportati in Campania.

Altri narrano che la presenza del Fiano in Campania fosse dovuta ai Greci mentre altri indicano la città di Apia, del Peloponneso, come città natale del Fiano.

 

L’uva Fiano e le sue caratteristiche

E’ una delle uve più conosciute dell’Irpinia le cui caratteristiche organolettiche ne hanno permesso la rapida diffusione in molte regioni del sud Italia come Puglia e Campania.

E’ un uva che si adatta bene sia ai climi freddi che caldi; infatti troviamo espressioni del Fiano nella zona del Cilento, in provincia di Salerno, dove la presenza di caldo con escursioni termiche notturne porta alla produzione di vini dal buon profilo aromatico ed acidità.

Ma è in Irpinia che il Fiano mostra tutta la sua forza e longevità. Oggi stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione nella produzione del Fiano di Avellino dove molte aziende vinicole stanno lavorando per la valorizzazione di questo vino dalle enormi potenzialità.

Grazie anche all’introduzione della menzione Riserva all’interno dei disciplinari di produzione DOCG Irpini, le aziende vinicole irpine stanno scoprendo, o meglio valorizzando, il grande potere di invecchiamento di questo vitigno.

 

Il nostro Fiano di Avellino Riserva “Il Gheppio”

Fiano di Avellino Riserva il Gheppio è un CRU della nostra azienda, la cui uva è coltivata nel comune di Sant’Angelo a Scala ad una altitudine di 600 metri slm.

La raccolta delle uve avviene intorno alla metà di ottobre, dove le uve sono raccolte manualmente in piccole cassette e conferite in cantina.

Una volta arrivate in cantina, le uve sono diraspate e messe in serbatoio a contatto con il mosto per circa 20 ore, favorendo così una maggiore estrazione di precursori aromatici utili ai lieviti per la fermentazione.

Al termine della fermentazione alcolica, il vino sosta sulle fecce fini per dieci mesi prima di essere messo in bottiglia ed affinare ulteriolmente per altri quattro mesi.

Descrizione vino estratto dalla guida Bibenda 2022:

Paglierino brillante con riflessi dorati. Elegante su delicate note floreali, frutta a polpa bianca, limone, sentori di canfora, timo e rosmarino, cenni fumè e sbuffi minerali sulfurei. Palato sapido, sostenuto da intrigante freschezza agrumata, con morbida chiusura su note lievemente ammandorlate. Lungo

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
X