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BlogBarbatelle resistenti: la lotta anticrittogamica

Barbatelle resistenti: la lotta anticrittogamica

Sempre più spesso sentiamo parlare di barbatelle resistenti alle malattie crittagamiche che affliggono la vite ma di cosa parliamo….

 

Le malattie crittogamiche

Le malattie crittogamiche della vite, principalmente peronospora ed oidio, causano numerosi problemi ai viticoltori se non contrastate in maniera adeguata. Attraverso l’utilizzo di prodotti, sia sistemici che da contatto, si riesce ad ottenere un buon contrasto allo sviluppo di queste malattie. Il problema principale è l’impatto ambientale di queste sostanze ed il loro possibile effetto sull’uomo. In merito al primo punto, è da tenere presente che qualunque sostanza immessa in natura ha un suo impatto, più o meno marcato, sull’ambiente circostante ma comunque è necessario ridurre l’utilizzo di agrofarmaci in viticoltura. Riguardo all’effetto sull’uomo ,tutte le sostanze utilizzate in viticoltura hanno un tempo di latenza intorno ai 20-30 giorni dopo i quali non sono più presenti residui all’inteno dell’uva. In merito a quest’ultimo punto è da considerare che noi, in irpinia, facciamo l’ultimo trattamento intorno ai primi quindici giorni di Agosto con l’inizio della vendemmia intorno ai primi quindici giorni di Ottobre.

I vitigni resistenti

Con lo scopo di ridurre i possibili effetti della lotta anticrittogamica sia sull’ambiente che sull’uomo molte aziende si sono focalizzate sulla generazione di vitigni resistenti attraverso l’incrocio della vite europea, da frutto, con quella americana o asiatica. L’origine di questi vitigni è tedesca, infatti molto spesso vengono definiti vitigni Piwi (dal tedesco Pilzwiderstandfähig). Questi vitigni essendo derivati da incroci, e quindi non cloni, posseggono alcune caratteristiche delle viti europee ed altri di quelle americane rendendo necessaria la loro osservazione in campo per valutarne l’andamento ed il loro sviluppo. La Commissione Europea ha permesso l’inserimento di questi vitigni all’interno dei disciplinari di produzione demandando però alle Regioni l’autorizzazione all’inserimento nei Disciplinari.

In Italia la collaboraziuone tra L’Università di Udine e i Vivai Cooperativi Rauscedo hanno portato alla produzione di vitigni internazionali resistenti come Merlot e Chardonnay ed attualmente siamo a 14 tipologie diverse di vite.

Noi attualmente utilizziamo una lotta integrata per i nostri vigneti cercando di ridurre al minimo l’utilizzo di queste sostanze anti-crittogamiche

 

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